martedì 24 luglio 2018

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY - 31 luglio-1 dicembre 2018








SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
“Marginali Attivi / 70 Ryosuke Cohen”
a cura di Sandro Bongiani 

Dal 31 luglio al 1 dicembre 2018

Inaugurazione: martedì 31 luglio 2018, ore 18.00

S’inaugura martedi 31 luglio 2018, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale a cura di Sandro Bongiani dal titolo: “Marginali Attivi / 70 Ryosuke Cohen” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista giapponese, uno dei più longevi e interessanti artisti contemporanei nati negli anni quaranta. Una interessante mostra collettiva in concomitanza anche della speciale ricorrenza del suo settantesimo compleanno, presentando 164 opere su un totale corpus grafico di ben 281 opere arrivate da ogni parte del mondo da importanti artisti internazionali che periodicamente si sono avvicendati a collaborare con impegno e assiduità con Cohen.


Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone, è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen ma su consiglio di Byron Black, ha adottato il nome inglese 'Cohen' come in ebraico. Cohen scoprì la mail art in Canadà. Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori di Cohen sono il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri e icone contemporanee così com’è la sua firma, la lettera "C". L’artista giapponese per lungo tempo è stato interessato al movimento Dada e Fluxus, in contatto con Shozo Shimamoto e i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale e marginale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e Guglielmo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen rimette ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione in un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa proponendo un particolare suo progetto “Brain Cell” (Cellula celebrale), iniziato nel giugno 1985 con migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi. Un lavoro che raccoglie ogni 7-10 giorni circa le immagini di tanti artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori, 55 in media per opera, che lo ha visto coinvolto per oltre 30 lunghi anni, rifiutando l’opera unica e concetti consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini dell’attuale sistema culturale. Per questo modo di fare, egli è forse il più interessante e attivo artista nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione capillare dell’arte marginale. Nell'agosto 2001 ha iniziato in Italia il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei vari Meeting svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia. Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio, che nasce dal contributo degli altri e si materializza insieme nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e appassionatamente coinvolti nella creazione dell’opera. In oltre trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e svolto performance e incontri in diverse aree geografiche del mondo. Attualmente vive a Ashiya-City Hyogo in Giappone.

“Marginali Attivi / 70 Ryosuke Cohen” 
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 
Via S. Calenda, 105/D - Salerno, Tel/Fax 089 5648159 e-mail: bongiani@alice.it 
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00 

Fernando Pietròpoli - 31 luglio-12 agosto 2018


Mostre di pittura di Fernando Pietròpoli a Salò e Malcesine

Abstract:
Dopo Lazise e Garda, prosegue sulle coste del lago, nella Sala Domus di Salò (Piazza Duomo), dal 31 luglio al 12 agosto 2018, la mostra personale di pittura “Vastità nuove” dell’artista veronese Fernando Pietròpoli. La mostra verrà poi riproposta a Malcesine - Palazzo dei Capitani, dal 20 al 26 agosto. L'artista presenta le sue opere più recenti di stile lirico-astratto e informale materico, con uno spazio dedicato anche alla pittura figurativa, in omaggio al lago di Garda. Orario mostra giornaliero: 11-22. Ingresso libero. La mostra è patrocinata dalla Società Belle Arti di Verona.
Info: +39 3888918196 – info@fernandopietropoli.it – www.fernandopietropoli.it

Fernando Pietròpoli, ovvero, la fruizione dei contrari

Parlare dell’arte di Pietròpoli significa entrare nel mistero insondabile dell’Idea dell’opera, nel lavoro tenace che sorregge creatività e creazione, nell’emozione, nella passione profonda che anima la sua vita artistica e privata.

La sua pittura può essere letta come un viaggio che sfida le opache frontiere dell’irrealtà e della finzione. Per lui il mondo è uno specchio aperto alla fruizione dei contrari, un pozzo forgiato nella grammatica della materia. Proiettato verso il cosmo lungo le orbite della propria interiorità, Pietròpoli dilapida il colore ove arde la terra, ove si bagna l’infinito e il finito si annulla. In ogni granello di sabbia o ruga di resina sottostanti al colore vi è un mondo in cui vicinanza e lontananza, presenza e assenza, memoria e speranza l’una all’altra si sovrappongono. Situazione questa indispensabile affinché possa sprigionarsi l’archetipo personale, e perché istanze rimosse si affermino proclamando l’intera illogicità dei nessi consertati alla pellucida trasparenza del segno.

Con una pittura estremamente inclusiva, capace cioè di dare espressione a qualunque soggetto, Pietròpoli dipinge come quando ha fame, come quando ha sete, dimenticando qualsiasi comodità. Si spoglia del giorno ed entra nella notte senza bisogno di nulla. Egli è pura pittura in ogni suo atto, in ogni sua scelta, in ogni sua mancanza, in ogni sua noncuranza, nelle stranezze che lo rendono scomodo e amatissimo allo stesso tempo per i continui strappi di meraviglia prodotti dall’abbandono del luogo comune. La sua è infatti una pittura agìta che lo rende refrattario al calcolo e all'opportunismo, e che si atteggia, all’opposto, come un’autobiografia distillata istante per istante e che scomodamente ci attende là dove non ce lo saremmo mai aspettato.

Il dipingere di Pietròpoli è l’interruzione del silenzio, che egli sposta come un corpo sposta l’acqua nella quale si immerge; è la continuazione di un “rumore”, cosicché anche l’Ascolto diventa condizione necessaria per comprendere le sue creazioni. Aderendo totalmente al concetto di Movimento della Materia, lo stesso che si esprime nel fuoco di Eraclito o nella colonna di Brâncuşi, egli è riuscito a toccare persino chi sulla pittura non si è mai soffermato. E ciò in virtù di un’opera che scuote, che non lascia indifferenti e che “serve”, come in una tragedia greca attuale, attualissima, di tutti noi uomini smarriti nel tempo.


dott. Maria Gabriella Morello
Maggio 2018