giovedì 17 agosto 2017

Antonietta Cavallero - 22-27 agosto 2017


MARCEL DUCHAMP - 28 agosto-26 novembre 2017

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY  / 1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp “UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”  a cura di  Giovanni Bonanno. Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte  internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.                                                



MARCEL  DUCHAMP  / 1887 – Area di Confine  Porta Duchamp
Mostra collettiva internazionale  dedicata  a  Marcel Duchamp
a cura di Giovanni  Bonanno / Secondo  evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017
Dal 28 agosto al 26 novembre 2017
Inaugurazione:  lunedì  28 agosto  2017,  ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it   
Web Gallery:
http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00 

Per i 130 anni dalla nascita  di  Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion  Lautania  Virtual  Valley”   a Marcel Duchamp e Kurt Schwitters    che riassumono compiutamente il concetto  di   indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono  mondi e immaginari collettivi.  Nell’assemblage tridimensionale “Etant Donnés” Duchamp lavora in gran segreto nell'ultimo ventennio della sua vita. Nel 1968, al momento di lasciare New York per andare a trascorrere l'estate in Europa, il lavoro è ormai ultimato e Marcel prima di morire si preoccupa di organizzare la sua presentazione finale preparando un manuale di istruzioni per il montaggio della costruzione, accludendo fotografie, note e un modellino in scala. L’opera  ancora assai poco conosciuta nasce nel bisogno  di porsi al di là, di definire  e mettere in forma totale una possibile estensione dell’altro, nella  necessità  ulteriore di metabolizzare la  realtà. Un’invenzione giocata a tutto campo su  proiezioni di frammenti e“universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa   seconda collettiva internazionale sono presenti 72 opere di altrettanti importanti artisti  che hanno voluto  condividere  tale proposta come artisti di frontiera  a margine  di un  possibile confine e spartiacque al  sistema omologato  dell’arte ufficiale. 

Artisti: 

Marcel Duchamp, Francia I Ruggero Maggi, Italia I John M. Bennett, Usa I Luisa Bergamini, Italia I Vittore Baroni, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Emilio  Morandi, Italia I Pier Roberto Bassi, Italia I Mauro Molinari, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Leonor Arnao, Argentina I Linda Paoli,  Italia I  Lancillotto  Bellini, Italia I Anna Boschi, Italia I Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosalie Gancie,  Usa I Daniele  Virgilio, Italia I Antonio  De Marchi Gherini, Italia I Claudio Grandinetti, Italia I  Carmela Corsitto,  Italia I Alfonso  Caccavale, Italia I Maya Lopez Muro, Italia I Franco Altobelli, Italia I Lucia Spagnuolo,  Italia I Clemente Padin, Uruguay I Renata e Giovanni Strada, Italia I Willemien Visser, Germania I Bruno Cassaglia, Italia I Lamberto Caravita, Italia I C. Mehrl  Bennett, Usa I Borderline Grafix, Usa I Daniel  Daligand,  Francia I Carlo Iacomucci, Italia I Mabi Col, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Gino Gini, Italia I Pascal Lenoir, Francia  I Adolfina De Stefani, Italia I Carl Baker,  Canada I Virginia Milici, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Giovanni Bonanno,  Italia I Marcello  Diotallevi,  Italia I Donjon Evans, Usa Maria Josè Silva - MIZE', Portugal Laura Agostini,  Italia I David Drum, Usa I Lilian Pacheco, Brasile I Antonio Sassu, Italia I Jacob de Chirico, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I Domenico Severino, Italia I Roberto Scala, Italia I Angela Caporaso, Italia I Claudio Romeo, Italia I Cinzia Farina, Italia I Marina  Salmaso, Danimarca I Maribel Martinez, Argentina I Rosanna Veronesi, Italia I Remy  Penard, Francia I Fulgor C. Silvi,  Italia I Mighel  Jimenez, Spagna I Ramona Palmisani, Italia I G. Franco  Brambati, Italia I Rossana Bucci, Italia I Rolando  Zucchini, Italia I Cecilia Bossi, Italia I Maria Teresa Cazzaro, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Joey  Patrickt, Usa  I Josè Luis Alcalde Soberanes, Mexico.

CARLO IACOMUCCI - 18 agosto 2017



IL PREMIO ALLA  CULTURA MARCHE  "ORGOGLIO MARCHIGIANO" ALL'ARTISTA CARLO IACOMUCCI

Venerdì 18 agosto 2017 alle ore 21.00, in piazza Vittorio Emanuele II, a Francavilla D’Ete (FM) si terrà la 19° edizione de “La Notte dell’Orgoglio Marchigiano”. Si tratta di una delle più importanti manifestazioni del periodo estivo, che si svolge nella Provincia di Fermo e coinvolge l’intera Regione Marche. All’interno della manifestazione, vengono premiate le personalità marchigiane che si sono distinte a vario titolo: si tratta di personaggi del mondo della cultura, spettacolo, sport, giornalismo, e altri settori che attraverso la loro professione, in Italia e all’estero, contribuiscono a far conoscere il territorio marchigiano in Italia e nel mondo. Nel corso della serata, verranno consegnate 10 statuette, di cui 2 saranno premi speciali.
Le segnalazioni di possibili candidati sono arrivate dai comuni delle Marche che segnalano le personalità di spicco. Successivamente, una commissione, composta anche da giornalisti, seleziona le personalità da premiare fra le tante nominations. Il cuore della serata è appunto la premiazione dei marchigiani talentuosi nati nella nostra Regione.
Tra i personaggi premiati in questa edizione de “La Notte dell’Orgoglio Marchigiano” c’è anche la nomination per la cultura all’artista Carlo Iacomucci.   Il Maestro Iacomucci nasce a Urbino, città in cui frequenta la prestigiosa Scuola del Libro, acquisendo la formazione e l’esperienza necessaria, che lo porterà, nella sua circa quarantennale e prolifica carriera, a maturare, con serietà e costanza, un’alta ricerca artistica e culturale.
Dal 1972 ha partecipato a numerose collettive e personali sia in Italia che all'estero, realizzando anche edizioni d'arte con acqueforti.
Personaggio eclettico e mai uguale a sé stesso, nella sua pluriennale carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. Le sue opere sono il frutto prezioso di una ispirazione e di una esperienza personale, a tu per tu col mondo esterno, dal quale capta il bene e il male. Di conseguenza, i suoi quadri e le sue incisioni appaiono come immagini oniriche in cui finzione e realtà, passato e presente si incontrano. Mettendo in evidenza il concetto di movimento, Iacomucci indaga le dinamiche del paesaggio e, invece di presentare una realtà di fatto, presenta una realtà fatta di illusioni e sogni che evocano i regni della nostra immaginazione. Le opere di Iacomucci sono caratterizzate dai colori vivaci, sgargianti e sapientemente mescolati tra loro, che emozionano e, al tempo stesso, trasmettono gioia e allegria. In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l'onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico, ma anche realistico della natura da difendere.
Nel corso della sua pluriennale carriera artistica, Iacomucci ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica; nello stesso anno ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia-Padiglione Italia per Regioni, a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2014, ha ricevuto a Roma il premio “Marchigiano dell’anno” e, ultimo, ma non ultimo, il 2 giugno di quest’anno, è stato insignito del titolo di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Questo nuovo e ulteriore riconoscimento, con la consegna della prestigiosa statuetta dell’Orgoglio Marchigiano 2017, rende il Maestro Iacomucci, con le sue opere, ben felice di portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali. 


Dott.ssa Patrizia Minnozzi

lunedì 7 agosto 2017

Fernando Pietròpoli - 14-20 agosto 2017

Mostra personale di pittura di Fernando Pietròpoli a Malcesine (Lago di Garda)


Con il titolo “Le onde del tempo”, l'artista veronese Fernando Pietròpoli presenta a Malcesine, dal 14 al 20 agosto 2017, nel Palazzo dei Capitani, le sue opere più recenti di stile lirico astratto e informale materico, con un ampio spazio dedicato anche alla pittura figurativa. Orario 11-21, ingresso libero. La mostra è patrocinata dalla Società Belle Arti di Verona. 

Geografia di Artista: Fernando Pietròpoli (critica all'estetica)

Lossodromico è il viaggio dell’artista Fernando Pietròpoli: il suo è un procedere per linee curve nel tentativo di trovare negli archi della rotta gli approdi sfuggiti a chi, per percorsi diritti, ha evitato l’incertezza dell’ignoto.
Il suo vivere è proteso ad allargare la vita, il campo della sua mente, laddove la maggior parte degli uomini tende, invece, ad allungarla: un mese, un giorno, un istante in più di quanto è stato loro concesso. Non c’è aspetto, sia pur minimo, della sua pittura che non sia governato dall’antilogia; accade spesso infatti, di fronte alle sue creazioni informali, di asserire come non vi siano parole per spiegare il misterioso della sua opera. Nella sua esperienza artistica vi è questo dato costitutivo, programmatico: raccontare dell’esistenza quei luoghi in ombra, quei lacerti di vita che sfuggono ai riflettori quotidiani, alle vetrine del mondo. E’ questa, in effetti, la nota ricorrente della sua arte, necessaria per giungere alla chiave di lettura del suo essere uomo: costruirsi nel vero, e, per dirla come Mario Luzi, “al fuoco della controversia”, in costante antitesi tra gioia e turbamento.
Pietròpoli ha a lungo perseguito l’essenzialità nel proprio dipingere. Essenzialità e immediatezza sono doni che la pittura concede solo dopo una lunga ricerca del proprio stile, del proprio connotato artistico. E il pervenire a questo risultato, facilmente riconoscibile specie nei dipinti più recenti, è il naturale sbocco di un percorso maturo, tenacemente sostenuto dalla volontà di giungere ai più. Ma ciò che maggiormente colpisce – ed è questa la filigrana di tutta la sua opera – è la “solare speranza” di cui egli si nutre e naturalmente porge ai suoi osservatori, come cono di luce oltre il tunnel, ove si coniugano, in un personale unicum, Terra e Cielo. Ed ecco che i suoi “archi” e i suoi “ponti ”, gettati tra l’indifferenza e la partecipazione, tra l’egoismo e la solidarietà, sono, appunto, un omaggio alla Vita.
La mappa umana e le coordinate di questa geografia di artista attraversano il giorno e la notte, gli affetti familiari e il lavoro, i drammi e le gioie, l’omaggio alle proprie ascendenze poetiche, in  un rimando a elementi minuti e minimi dell’esistenza, a dettagli che sembrano secondari e che invece poi deflagrano nelle lacerazioni o nelle gioie di ciascuno di noi.
La sua complessa opera è un dono di questo nuovo millennio, affinché si possano coniugare tradizione e rinnovamento, cercando di “rifare l’uomo”, come fu per Quasimodo, al quale Pietròpoli potrebbe rispondere: “Ho tutto il tempo al mondo per trovarlo. Tutto il tempo al mondo”.


dott. Maria Gabriella Morello

lunedì 31 luglio 2017

L’arte della Misericordia per le strade da Lavagnola al Santuario mariano di Savona - 8-24 settembre 2017


L’arte della Misericordia per le strade da Lavagnola 
al Santuario mariano di Savona
Mostra d’arte contemporanea
Oratorio di San Dalmazio Lavagnola – Savona

8-24 settembre 2017
Inaugurazione 8 settembre 2017, ore 17
Presentazione di Silvia Bottaro
Apertura da venerdì, sabato, domenica. Ore 16.30-18.30

Artisti partecipanti
Walter Allemani, Milly Coda, Lucia Curti, Augusto De Paoli, Maria Giulia Drago, Cesare Ferracane, Carlo Giusto, Cristina Mantisi, Giovanna Marrone, Teresa Marsupino, Renata Minuto, Luciano Occelli, Gianni Pascoli, Gian Carlo Pizzorno, Enrico Pollero, Enrico Protti, Mariarosa Scerbo, Cristina Sosio, Nani Tedeschi, Giuseppe Trielli

Omaggio a Renato Podestà

DI BERNARDO RIETTI TOPPETA - 5 agosto 2017

  

Biennale del d'artista - 19 agosto-4 settembre 2017




Giuseppe Sciancalepore - 11-30 agosto 2017

COLORI IN MOVIMENTO
Mostra d’Arte contemporanea
  Di
Giuseppe Sciancalepore
Museo PINACOTECA MICHELE DE NAPOLI - Terlizzi

Vernissage 11 Agosto 2017 ore 19.00


   
A cura di Mara Germinario
Patrocinio: Comune di Terlizzi,

 “Colori in movimento” di Giuseppe Sciancalepore è una mostra personale che dirige gli sguardi verso pensieri lontani. Contestualizzare il tutto in un istituto culturale dal forte valore come la Pinacoteca De Napoli di Terlizzi crea una suggestiva cornice d’insieme data dalla mescolanza di beni storico-artistici e arte contemporanea. Fino a che punto si possa spingere l’intrecciarsi di trame tra passato e presente non è definibile con un limite segnato in chiaro. Tuttavia è certo che, in questo caso, l’uno stia creando valore per l’altro in una logica di gioco dove entrambi i giocatori restano soddisfatti dallo scambio. Cerchiamo, ora, di capire quale sia l’oggetto dello scambio che avviene in quelle sale. Da un lato, l’ammaliante patrimonio della Pinacoteca ci offre il valore dell’eredità culturale. Dall’altro, il processo di creazione di valore è in fieri. Sicuramente non è ancora definibile un valore storico ma, senza ombra di dubbio, dietro le pennellate di Giuseppe Sciancalepore si riconosce il valore del presente.Parlo di un valore non oggettivabile in parametri definiti aprioristicamente. Con “valore del presente” intendo indicare il valore che esiste negli occhi di chi guarda l’arte. Il critico d’arte potrebbe dire che i quadri di Giuseppe Sciancaleporesi colleghino alla discendenza degli artisti afferenti alla corrente nucleare relativa all’era atomica [1951]. Un legame esiste ed è evidente se si pensa al loro universo atomico; ma al contempo esiste un confine di distacco netto dalla corrente: il nostro pittore non considera la forza dell’atomo come punto di distruzionema come vita. Nei suoi quadri i pianeti, le stelle, i meteoriti non sono masse oscure ma luminose fonti di vita primordiale. L’occhio non fugge dai colori, sapientemente intrisi di tocchi caldi e freddi a seconda degli usi, ma è totalmente attratto da quei fulcri di energia pulsante. Pennellate non casuali quelle di Giuseppe Sciancalepore, pittore che colpisce la tela senza esitazione puntando direttamente a dare forma alle astratte idee che affollano la sua mente creativa. Le forme che ne derivano sono frutto di un attento studio visibile sulle realistiche forme dei pianeti o delle costellazioni.
A rendere uniche le sue opere, però, non sono le parole di un critico o di un soggetto chiuso nella sua singolarità. Unico è ciò che i suoi tratti riescono a trasmettere quando gli sguardi si posano e i pensieri iniziano a viaggiare. Quello che le sue astuzie ci concedono sono tracce. Tracce di ricordi legati alla famiglia, punti visibili solo ad occhi attenti da cui tutto ha origine. E il pittore si assicura che questi segni restino indelebilmente scalfiti nell’immensità dell’universo. Come la mente dirige i propri desideri verso l’ignoto quando guarda le stelle cadere e illuminare le speranze, allo stesso modo il pittore ci chiede di lasciare che l’arte svolga la sua funzione catartica. Ci chiede di non interrogarci su cosa si stia guardando, su quale sia il senso di tutto ciò, e di lasciare che i colori ci appaghino la mente e che si possa sospirare sollevati davanti ai suoi quadri, per creare un’atmosfera in cui gli animi possano perdersi e ritrovarsi all’unisono guidati dalla sinfonia di atomi vibranti.                                                                             Mara Germinario

    visitabile dal 11 al 30 agosto 2017
orario: dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 / venerdì e sabato anche ore 16.00 – 19.00
(catalogo della mostra Edizioni Pegasus)
Pinacoteca De Napoli, c.so  Dante, 9 - Terlizzi

info@pinacotecadenapoli.com   –www.sciancalepore.jimdo.com – sciancalepore.giuseppe63@gmail.com -   tel 0803542836 - 3408432775

mercoledì 19 luglio 2017

Franco Nuti - Lello Torchia | 15 luglio-15 ottobre 2017

 Franco Nuti - Lello Torchia

La grammatica dell’esistenza
a cura di Loredana Rea

 Fondazione Umberto Mastroianni
Castello di Ladislao, piazza Caduti dell’aria, Arpino
15 luglio - 15 ottobre 2017
Inaugurazione sabato 15 luglio ore 18,30


Sabato 15 luglio 2017 alle ore 18,30 presso il Castello di Ladislao di Arpino, sede della Fondazione Umberto Mastroianni, che accoglie la più ricca e rappresentativa eredità di uno dei più eclettici e geniali scultori del ‘900 e la memoria di un’intera famiglia di artisti, i Mastroianni, apre al pubblico La grammatica dell’esistenza, un articolato percorso espositivo che costruisce un raffinato rapporto dialettico tra il lavoro di Franco Nuti e quello di Lello Torchia, per un risultato di grande fascinazione.

La mostra, aperta fino al 15 ottobre, è curata da Loredana Rea, direttore artistico dell’istituzione arpinate. Presenta un intervento site-specific, progettato e realizzato intorno all’idea del ruolo dell’arte nella società contemporanea, sempre più disattenta ai bisogni profondi dell’uomo. Infatti, la forza immaginativa della ricerca artistica può offrire strumenti diversi alla percezione della realtà del nostro tempo, suggerendo altre modalità di abitare il mondo in tutta la sua complessa molteplicità.

Nuti e Torchia, il cui percorso artistico è contrassegnato dalla fiducia nell’immaginazione come possibilità di guardare oltre i fenomeni visibili, rintracciando modi diversi di fare esperienza della realtà, nello spazio dedicato alle mostre temporanee e in quello della collezione permanente, costruiscono una riflessione visiva potente e suggestiva al tempo stesso, in cui l’individuo prova a riconquistare la consapevolezza di sé e nell’incertezza della situazione storica cerca di riaffermare la propria presenza nel mondo.

Ironico e spiazzante è il dialogo che intessono tra loro e la presenza incombente della plasticità di Mastroianni, a cucire dimensioni immaginative diverse, in una lucidità formale che sostanzia la narrazione fatta per enigmatici frammenti.

Osservate in controluce, come cartine al tornasole, le opere lasciano emergere l’immagine di una dimensione di vita caotica e problematica nella sua sbandierata globalità, in cui tradizioni antiche coesistono con nuovi linguaggi mediatici, mentre realtà e immaginazione si fondono a suggerire una nuova grammatica dell’esistenza.

SCHEDA INFORMATIVA
Mostra:
Franco Nuti - Lello Torchia. La grammatica dell’esistenza
Curatela:
Loredana Rea
Luogo:
Castello di Ladislao,
Piazza Caduti dell’aria, Arpino (Fr)
Apertura al pubblico:
dal 15 luglio al 15 ottobre 2017

Orario:
martedì - sabato 9,30 - 12,30
sabato e domenica 16,00 - 19,00

Informazioni:
Fondazione Umberto Mastroianni
telefono: 0776848105
info@fondazionemastroianni.it
www.fondazionemastroianni.it
FB:https://www.facebook.com/FondazioneUmbertoMastroianni

venerdì 30 giugno 2017

Jacopo Barsotti - 13 agosto-28 agosto 2017


Eliseo racconta Salino - 13 maggio-24 settembre 2017



Nadia Presotto e Renato Luparia - 1 luglio 2017-24 settembre 2017


CANELLI ( AT)
Ristorante Enoteca di Canelli
Corso Libertà 65 a

SOGNO  CONFINE  EQUILIBRIO
Mostra di NADIA PRESOTTO e RENATO LUPARIA

Dal 1 luglio 2017 – inaugurazione ore 17 - 19
al 24 settembre 2017

Orario: dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 22 (suonare) – domenica sera e lunedì chiuso

INGRESSO LIBERO
Tel. 0141 – 832182

Curatrice: Anna Virando – Conservatrice del MUSARMO di Mombercelli

GENERE: ARTE CONTEMPORANEA

S’inaugura sabato 1° luglio, dalle ore 17 alle 20, la doppia personale “SOGNO CONFINE EQUILIBRIO” allestita presso il Ristorante Enoteca di Canelli (AT) , curata da Anna Virando, Conservatrice del Museo d’ Arte Moderna e Contemporanea di Mombercelli; 
in mostra acquerelli di Nadia Presotto e stampe fine art di Renato Luparia.
Questo il testo del critico Piergiorgio Panelli:
“L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro” - Vasilij Kandinskij -
Sogno Confine Equilibrio

Il tema che caratterizza il confine è il suo essere tale, perché ogni di-visione è, come dice l’etimo della parola stessa, una doppia visione, un contemplare la diversità insita in ogni alterità che sorge ogni qualvolta che un limite o un confine viene tracciato. Tracciare un confine è segnare, donare esistenza alla differenza, cioè creare una distanza pura e viva, pulsante nel suo creare e di-videre. Ogni segno è quindi un rimando in quanto simbolo o allegoria di qualcosa che richiama continuamente e più volte all’altro. Il segno ci mette di fronte all’Altro-da-noi, a ciò che ci viene in-contro. L’ uomo che abita la soglia si fa soglia lui stesso in quanto limite – segreto, però, allo stesso tempo, frontiera verso l’altro, aperta all’incontro e alla differenza; si fa tollerante perché la soglia – frontiera è il luogo della tolleranza e rispetto del segreto. L’uomo, facendosi soglia, può fondare una società in cui la passione e il conflitto cessino di essere distruttivi e si trasformino in un’energia positiva.
Questo sogno di positività lo possiamo rivedere in questa coppia creativa Nadia Presotto e Renato Luparia con due linguaggi e scritture diverse ma unite dall’equilibrio dell’armonia di questo viaggio verso la forma e il confine.
La ricerca di una calibrata e armoniosa fusione tra viaggio fisico reale e viaggio mentale sovradimensionale rappresenta uno degli aspetti centrali della recente produzione pittorica della pittrice Nadia Presotto, impostata sul delicatissimo equilibrio gesto-materia-colore-luce. Sono paesaggi della memoria, metafore ancestrali di un atavico dialogo tra l’uomo e l’infinito e l’oltre, quasi una ricerca di tracciare una possibilità nell’essenza della poetica visiva per oltrepassare la bellezza del confine, concentrando ogni energia creativa nel trasportarci dentro il confine. Un viaggio questo che la Presotto preferisce condurre con la gestualità del silenzio, regalando sul foglio acquerellato preziose trasparenze riverberanti l’eco del racconto naturale di spazi interrotti da ombre di alberi - anima per confermare con sicurezza la concretezza di un percorso tra infinito e reale, tra sotto e sopra, tra cielo e terra . Sulla carta preparata con cura il colore vola e sfiora con delicate soluzioni la ricerca della propria forma, del proprio essere, come se lì ci fosse sempre stato, anche in situazioni insospettabili, suggerito dalla natura; il colore diventa ricerca del nostro confine, dove solo alla fine del viaggio riusciremo a svelarne i misteri. Nell’attesa di questo incontro viviamo le dolcissime atmosfere di questo reale arcobaleno essenziale, sempre più vicini ai confini e pronti a superarli con la nostra dimensione interiore.
La fotografia di Renato Luparia nel contesto contemporaneo può essere letta come un linguaggio di narrazione: l’artista monferrino ha da sempre nei decenni narrato la sua terra con una vivacità poetica attenta, scavandone le unicità, cercando cromatismi e forme sensibilissime per ritrovare quel magico profumo del silenzio da sempre respirato. Il silenzio, questo misterioso colore che si scopre in questa serie di nuovi lavori pensati e lavorati nel bianco e nero, ci conduce all’ Assenza che regala equilibrio, complice della linea immaginaria del confine nel nulla, a volte trovata per caso con umiltà, altre con un raffinato lavoro di contaminazione tra anima e natura, tra il bosco infinito delle nostre memorie e quello che appare a poco a poco tra grigi, neri, bianchi, come segni ombre messaggi di una denaturalità dimenticata. Nelle colline bianche vuote, ma riempite da luci improvvise isolate, appare come unica parola, ma determinante per l’equilibrio della forma, il segno di alberi che sono testimonianza del respiro di un paesaggio a volte mistificato dall’uomo, visto dall’artista nella sua vera essenza, nella sua vera energia. Graffi sulla terra colti come ferite e segni anche d’ amore dell’uomo per il rispetto e la bellezza di una collina mai adorata abbastanza, che diventa teatro e tavolozza per chi sa sognare e per chi sa vedere la vera linfa di luce che essa possiede oltre il confine, oltre la materia, oltre la corteccia; l’arte di Renato Luparia sa disegnare tutto ciò.

Patrocini: Azienda Agricola CERUTTI di Cassinasco – MUSARMO di Mombercelli – Le Colline del Mare.

Informazioni utili: “Sogno Confine Equilibrio” con Nadia Presotto e Luparia Renato – Ristorante Enoteca di Canelli (AT) – dal 1 luglio al 24 settembre 2017. Visitabile dalle ore 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 22 (suonare). Chiuso domenica sera e lunedì. Ingresso libero. Tel. 0141.832182.

sabato 10 giugno 2017

AT FULL BLAST 2017 - 17 giugno- agosto 2017

AT FULL BLAST 2017 in mostra a LATERZA - MATERA - MARINA DI GINOSA



A poco più di tre anni dalla prima edizione, la collettiva d’arte contemporanea “At Full Blast – A tutto spiano” curata da Massimo Nardi torna in scena ambiziosamente, valicando gli originari confini dell’area metropolitana barese. Ricco il programma di eventi, triplice la location, unico l’obiettivo: valorizzare luoghi, territori e comunità locali promuovendo cultura e turismo. Laterza, Marina di Ginosa e Matera sono le tappe di un articolato percorso espositivo che vede protagoniste produzioni artistiche contemporanee di indubbio profilo in spazi storici e contesti da riscoprire. Forme, spazi, elementi, segni, risonanze, frammenti. Tutti rigorosamente “narrati” dall’elegante curatèla quali singoli frames di un unico tessuto emozionale. Ed è proprio qui, appunto, che si staglia la cifra distintiva - non solo estetica – della mostra curata da Nardi. Pittura, scultura, installazioni, performance, nuove arti visive. I lavori in mostra non fanno sconti: richiedono una relazione, una (de)codifica, impongono un ruolo attivo da parte dello spettatore, pretendono un’interazione persistente fra produttore e fruitore di senso. Il bisogno inoltre, anzi l’urgenza, di un rapporto diretto con la dimensione fisica (quasi una compenetrazione con lo spazio reale e con quei “luoghi” – per dirla con Augé – intrisi di elementi identitari, storici e culturali) segna profondamente l’etica e l’estetica di un linguaggio mai esclusivamente rappresentativo ma sempre marcatamente evocativo. Inevitabile il riferimento al binomio concettuale deterritorializzazione/riterritorializzazione ed alle complesse, ma epistemologicamente sempre efficaci, analisi di Deleuze e Guattari. Ineludibile il richiamo alla ricca narrativa scientifica esistente sugli articolati rapporti fra mutamenti tecnologici, territori ed espressioni artistiche e culturali. Probabilmente, è proprio in questo solco, in questa riflessione, che questa collettiva cerca (e trova pienamente) il proprio senso, la propria unicità. Le opere selezionate, infatti, parlano a chi le guarda e spianano il campo ad un’introspezione mai banale, spesso inattesa, dichiaratamente dialettica: passato e presente, ombre e luci, pesantezza e lievità, materialità e spiritualità, quali poli di una dualità intrinseca alla complessità dell’agire umano, svelano il disorientamento sempre più caratterizzante la nostra contemporaneità. A dispetto di una falsa parcellizzazione, “At Full Blast” apre, dunque, il sipario in un atto unico e richiama in scena, in primo piano, la sensibilità e l’emotività dell’osservatore attivando, sin dal primo incontro, quel sofisticato complesso di relazioni che si instaura, attorno all’opera, fra autore, oggetto e campo della rappresentazione. Dettagli, espansioni, torsioni, stupore, memoria, segni di discontinuità spaziali e stilistiche che evocano discontinuità nel tempo ma che – paradossalmente – riescono a restituire efficacemente il senso del contesto storico-sociale e la misura della complessità in cui siamo chiamati a vivere. L’arte contemporanea - è sempre più evidente - seduce inevitabilmente chi sa interpretare le metamorfosi del reale. Anche “At Full Blast” non sfugge a questa regola: è un caleidoscopio di linguaggi, forme espressive e sensoriali che sanno offrire spunti diversi a ciascun visitatore. E’ l’incantesimo inaspettato ed inimmaginabile (differente per ognuno ed in questo senso postmoderno) che ci dimostra, passo dopo passo, opera dopo opera, quanto – anche nell’era dei social e dei digital devices - la bellezza dell’arte senza limiti e dei luoghi ricchi di storia ed identità sappiano sorprenderci ancora. A tutto spiano.  Maurizio Brunialti – Sociologo
 

Inaugurazione prima tappa a Laterza il 17 giugno 2017 alle ore 19.30
 Laterza - Matera - Marina di Ginosa
giugno - luglio – Agosto

collaboratori del progetto
Maurizio Brunialti  - Antonio Giannini - Amalia Di Lanno - Letizia Gatti - Edi Media &;Messaggi Edizioni - Pino Coce - Max Mallardi - Mimma Stano - Angelo Moro - Lorenzo Antinora - Carmen De Stasio - Nicola Zilio - Tommaso Bradascio

Si ringrazia
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  Matera 2019 Capitale Europea della Cultura - Comune di Laterza - Comune di Matera - Marina di Ginosa - Comune di Ginosa - Molino Mongermino - Chiave di volta - BCC Marina di Ginosa

artisti
 

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lunedì 22 maggio 2017

9E TRIENNALE INTERNATIONALE DU PAPIER | 28 maggio - 8 ottobre 2017



9E TRIENNALE
INTERNATIONALE DU PAPIER
28 mai - 8 octobre 2017

La 9e Triennale internationale du papier invite 69
artistes de 19 pays à s’exprimer avec cette matière,
qui devient partie intégrante de l’oeuvre et non simple
support d’élucubrations artistiques. On crée avec
le papier, en papier récupéré ou fabriqué, lacéré,
déchiré, façonné, découpé, collé. Les techniques
n’ont désormais que les limites que s’imposent
eux-mêmes les créateurs. Large est leur éventail de
possibilités, intégrant parfois l’informatique (pour
un plan, un dessin préparatoire) ou encore le laser.
La sélection 2017 propose un regard inquisiteur sur
l’Art paper et son évolution, sur l’inscription définitive
dans le champ spécifique de la création au-delà de
la maîtrise artisanale. Moderne et contemporain, le
papier s’affirme comme un média propre à la poésie,
à l’onirisme.
LES ARTISTES
Allemagne : Susanna Cianfarini, Verena Friedrich,
Karsten Kelsch, Christiane Gaebert, Irene
Hoppenberg, Wolfgang Kowar, Hans-Jürgen Simon,
Ingrid Maria Stockmann, Hannelore Weitbrecht
Autriche : Wilhelm Schramm
Belgique : Cécile Ahn
Canada : Julie Picard
Corée du Sud : Young Soon Cha
Finlande : Minnamarina Tammi
France : Jean-Marc Aviolat, Viviane Beaufumé, Aïdée
Bernard, Clotilde Bernet, Corinne Bourru, Sabine
Christin, Viviane Colautti, Vincent Gontier, L de papier,
Sylvain Lécrivain, Gérard Lhériteau, Isabelle Papasian,
Daniel Roger, Dominique Rousseau, Danielle Seillé,
Marie-Anne Thieffry, Pierrette Vergne
Hollande : Luis Acosta, Aliza Thomas, Greetje van
den Akker, Hil van Neer, Mieke Veerkamp, Annie
Verhoeven
Hongrie : Támas Bakos, Eszter Bornemisza
Israël : Orna Hodara Hatzor
Italie : Daniela Barzaghi, Gregor Becker, Giuliana
Bellini, Icio Borghi, Zatta Consuelo, Isa Martini
Japon : Morita Chiaki
Liban : Liane Mathes Rabbath
Mexique : Nane Wenhammar
Norvège : Hanne Frey Husø
Pologne : Maria Matyja-Rozpara, Miroslawa
Truchta-Nowicka
Suisse: Elisabeth Beurret, Regula Büsser, Marina
Dzoni, Marilou Glinz, Inés Hubacher, Françoise
Jaquet, Annelise Kahr, Marie-Claire Meier, Marie-
Laure Miazza, Carla Neis, Sonja Ramsperger,
Caroline Sechehaye, May-Lucy Süess, Odile Werner
Urugay : Beatriz Carballo Skripkiunas
USA : Julie Abijanac, Lucrezia Bieler, Catherine
Winkler Rayroud

MUSÉE 
Le Musée de Charmey est ouvert du lundi au
samedi de 10h à 12h et de 14h à 17h;
le dimanche de 14h à 17h.